In Italia è attraverso le società dilettantistiche che è oggi possibile accostarsi alla pratica di una disciplina sportiva qualunque essa sia. E’ grazie ad esse e al contributo delle Federazioni Sportive e CONI che ne regolano le funzioni, se nella storia recente lo sport continua ad avere l’ampia base che gli consente di svilupparsi e raggiunge i risultati anche a livello professionistico.

Detto ciò, lo sport con il suo aspetto salutare a tutte le età e educativo in età adolescenziale, nonostante la crisi, costituisce un settore in crescita. Secondo l’Istat che ha pubblicato un fascicolo sul no profit nello sport, rispetto alla rilevazione del 1999 “il numero di istituzioni non profit che svolge in via prevalente attività sportive registra un incremento pari al 63 per cento (passando da 56.955 nel 1999 a 92.838 nel 2011); quasi raddoppia il numero di volontari (+84,6 per cento) che nel 2011 si attestano al di sopra del milione di unità e si quadruplica il bacino dei lavoratori retribuiti passando da 21 mila ad oltre 88 mila (+316,7 per cento) quasi esclusivamente grazie ai lavoratori esterni”. Il quadro sembra essere qualcosa che è si dilettantistico ma ha un peso economico rilevante.

Nello specifico, è proprio nell’area Nord occidentale d’Italia dove si registra il tasso di crescita maggiore con dati che presentano il valore più alto ed il più ampio numero di Associazioni Sportive totali.

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Un fascicolo del CONI presentato il 17 luglio 2014 in occasione dell’evento “Lo sport in Italia. Numeri e contesto” offre un quadro di un settore in cui sia i tesseramenti che le associazioni nell’ultimo decennio crescono di quasi il 20% i primi e di più di 2.000 unità le seconde. Nonostante una flessione degli ultimi 4 anni il quadro sembra quello di un settore in espansione su tutto il panorama nazionale a dispetto del quadro economico in cui versa il paese dalla crisi iniziata nel 2008.

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FSN= Federazioni Sportive Nazionali
DSA= Discipline Sportive Associate
Sempre dallo stesso rapporto i numeri indicano quanto in Piemonte il Tennis e la Pallacanestro costituiscano le due discipline più diffuse dietro al Calcio. Anche nelle regioni circostanti quali Lombardia, Liguria e Valle D’Aosta le tre discipline sulle quali è orientato il Business Plan presente sono posizionate tra le prime 5 discipline regionali.

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Il Piemonte infine, per numeri di tesserati ha una densità poco sopra la media nazionale con 7.668 iscritti ogni 100.000 abitanti, e raggiunge il numero di 106 associazioni sportive sullo stesso rapporto, in linea con la media delle principali regioni italiane.

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Dallo stesso rapporto del CONI è possibile osservare, anche se in modo marginale, quanto la crisi economica incidendo sui costi delle famiglie, abbia un effetto quasi diretto sui numeri di Società Sportive. A partire dal 2009, anno successivo l’inizio della crisi, il numero di società si è ridotto di circa il 5%.

Diverso invece il discorso relativo ai tesseramenti, probabilmente risultato dell’azione delle Federazione e del CONI che negli ultimi anni che hanno sollecitato la messa in regola di molti praticanti che non sempre venivano tesserati.
Aumentano invece i dirigenti societari, in totale controtendenza con gli altri indicatori, fenomeno che considereremmo spontaneo in quanto non frutto di azioni da parte degli enti di regolamentazione e controllo. Sono invece stabili dopo un repentino cedimento, il numero dei tecnici.